Come fare una campagna di email marketing di promozione e vendita | Thinko - comunicazione creativa

Soluzioni specifiche per il Benessere della tua Azienda.

Campagne Pubblicitarie, Immagine Aziendale, Siti Internet e Web Marketing

Come si fa una campagna di Email Marketing

PUBBLICATO IL 14 febbraio, 2012 - da | |

Cosa non fare con le email

In breve, il Direct Email Marketing (Dem) è una campagna basata sull’invio di email rivolte alla vendita diretta e alla fidelizzazione della clientela.

Molti di voi si saranno già avventurati nel tentativo di procacciare nuovi clienti inviando delle email a contatti presi qua e la per la rete, magari anche infrangendo l’ ormai nota normativa sulla privacy. Forse in pochi hanno poi capito (dagli scarsi risultati ottenuti) quanto sia controproducente in termini di risultati e dannoso alla propria immagine aziendale invadere le caselle di posta altrui con email indesiderate. Infondo è facile capirlo, basta mettersi nei panni del destinatario, quante email cestinate ogni giorno senza nemmeno aprire? 

Quindi, utilizzare questo metodo poco professionale e invasivo ha 4 controindicazioni:

  • infrazione della normativa sulla privacy (perseguibile penalmente)
  • danno di immagine aziendale (per un azienda che invia spam…)
  • scarso ritorno economico
  • onerosa perdita di tempo

Detto questo l’email marketing rimane uno degli strumenti di vendita più efficaci, comodi ed economici.


Se ben strutturato, a seconda del settore, il tasso di conversione  (indica quanti utenti, ogni 100, compiono una determinata azione, ad es. quanti acquistano il prodotto) si avvicina al 3,0%, il più alto misurato nelle analisi degli ultimi tre anni  (Fonte Epsilon Data Managment, analisi effettuate su 7,1 miliardi di email inviate nel 2011) 

Come si fa un direct mailing efficace?

Ecco quello che serve:

  1. un buon prodotto
  2. un ricco database di indirizzi profilati
  3. una buona idea per comunicare il messaggio
  4. una buona conoscenza informatica
  5. uno strumento professionale di invio email, statistiche
  6. calcolare il ROI (ritorno sull’investimento) 

Indirizzi Profilati, cosa sono?

Ebbene, questa è una delle chiavi per una campagna email di successo!

Profilare i contatti significa estrarre i gruppi di utenti che più si adattano alle offerte che si vogliono promuovere. Le risposte in termini di tassi di apertura e click possono essere anche decine di volte superiori a quelli di campagne indifferenziate. 

Quindi acquisto la lista?

Acquistare una lista può essere inutile e dannoso, infatti:

  1. Se la lista è vecchia, gran parte degli indirizzi sono inutilizzabili. Più è vecchia la lista e maggiore sarà la percentuale di indirizzi inutilizzati o inesistenti. In Italia si stima che in un anno cambi il 20% degli indirizzi e-mail di una lista.
  2. La lista è legata al primo proprietario con cui gli iscritti avevano instaurato un rapporto di fiducia. Tu saresti l’ennesimo gestore e le persone che ricevono i messaggi da un mittente che non è quello originario (con il quale hanno instaurato il rapporto), finiscono con il percepire le mail come spam.
  3. Secondo l’attuale legge sulla privacy, chi acquista la lista ha l’obbligo di chiedere il consenso ai destinatari dei messaggi. Solo dopo averlo ottenuto si possono inviare mail. Ebbene, le statistiche dicono che in questi casi il consenso viene dato dall’1% dei destinatari. Ciò significa che alla fine una lista di 1000 indirizzi possa fornire solo 10 destinatari validi.

Il modo migliore per incrementare la propria lista di indirizzi è creare una buona modulistica offline e varie occasioni di contatto/registrazione sul sito (in cui naturalmente inserire l’autorizzazione all’invio di messaggi promozionali) e lavorare allo stesso tempo per aumentare le visite al sito. 

Liste in affitto

Per creare una propria lista di contatti utili ci vuole molto tempo e molta pazienza, cose che non sempre sono compatibili con le esigenze delle aziende. Una valida alternativa è quella di affittare indirizzi, soprattuto per quanto riguarda indirizzi di privati. In questo caso è necessario appoggiarsi ad aziende che hanno una propria base di dati e che inviano i messaggi dei committenti alle proprie liste di utenti. Il committente non avrà mai accesso agli indirizzi, ma solo all’esito della campagna. 

| Altro